Archivi tag: Migrazioni

“Il generale” di Lorenzo Tondo: ecco come un’operazione
internazionale di polizia si è
trasformato nel più
internazionale degli imbarazzi

«Succede che nel 2017 un giornalista del New Yorker arriva a Palermo per occuparsi del caso Mered, il rifugiato scambiato per un trafficante. Parla con decine di persone, vola in Svezia ad incontrare la moglie del trafficante e infine riesce addirittura ad intervistare il vero Medhanie Yehdego Mered, che se la spassa in Uganda mentre in Sicilia un innocente rischia 15 anni di carcere al suo posto. Quando il New Yorker pubblica quell’articolo, di quasi 10 pagine, intitolato “The Wrong man”, in cui il reporter accusa le autorità italiane di aver catturato la persona sbagliata, in tanti storcono il naso a Palermo. E qualcuno arriverà ad insinuare che sono solo balle. Quel giornalista si chiama Ben Taub e ieri (4 maggio) ha vinto il Premio Pulitzer».

Così il giornalista Lorenzo Tondo ha annunciato sul suo profilo Facebook la vittoria del premio Pulitzer da parte di Ben Taub del New Yorker, per il suo articolo su un uomo rapito, torturato e privato della sua libertà nella prigione di Guantanamo (“Guantanamo’s Darkest Secret“).

Tondo, corrispondente del Guardian da Palermo (da cui copre l’intera area mediterranea), ha dedicato proprio al caso di Medhanie Tesfamariam Berhe un lungo lavoro di inchiesta culminato nel libro “Il Generale”. Di seguito vi propongo un’intervista realizzata a Como alla fine di febbraio.

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Non tutti i migranti africani vengono in Europa. Non ci credi? Leggi il nuovo rapporto Ispi

«Il peso politico, mediatico e simbolico dei flussi migratori dall’Africa sugli equilibri del vecchio continente è assolutamente sproporzionato rispetto alla dimensione dell’immigrazione africana in Europa. Ciò si deve a molteplici fattori, tra cui una iper-visibilizzazione del fenomeno e un utilizzo strumentale della presenza di migranti africani da parte di diversi attori politici, al fine di perseguire cinici obiettivi elettorali e favorire le lobby dell’industria della sicurezza».

Lo scrive Lorenzo Gabrielli (GRITIM e Centre Emile Durkheim) nel nuovo dossier realizzato dall’Ispi (Istituto di Studi per la Politica Internazionale) dal titolo “Non solo verso l’Europa: le migrazioni interne all’Africa” pubblicato martedì 16 luglio.

Dei 27 milioni di emigrati che, al 2017, originavano dall’Africa subsahariana, solo una minoranza di 8 milioni di persone, lasciata la propria terra, si è stabilita nei decenni in Europa, Nord America, Medio Oriente o in un’altra regione del globo[1].

Gran parte dei migranti subsahariani – 19 milioni di persone complessivamente – hanno sì attraversato confini, ma spesso solo per spostarsi in uno stato limitrofo, o comunque fermandosi in Africa.

Il dossier dell’Ispi – consultabile qui –  e curato da Giovanni Carbone (Head, ISPI Africa Programme) e Camillo Casola (Associate Research Fellow, ISPI Africa Programme).

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Migrazione Circolare: l’esempio “virtuoso” della piccola
diaspora Burkinabé in Italia

foto Valentina Mutti

Una piccola realtà della diaspora africana capace di incidere sullo sviluppo non solo delle comunità in cui vive,  ma anche nelle zone di origine in Burkina Faso. È la storia della dispora burkinabé in Italia al centro di una ricerca realizzata dal CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) nell’ambito del progetto “Imprese sociali innovative e partecipazione dei migranti per l’inclusione sociale in Burkina Faso” promosso da Mani Tese.

A questo link il rapporto completo.

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Consiglio europeo e migrazioni: ecco tutte le novità
(che tanto novità non sono)

Il Consiglio europeo del 28 giugno si è concluso da poche ore. A questo link trovate il testo completo in italiano delle conclusioni. Mi permetto di riportare di seguito i punti che ritengo più importanti accompagnati da qualche piccolo commento.

PUNTO 3:  “…Tutte le navi operanti nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non interferire con le operazioni della guardia costiera libica”.

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Le ONG italiane scrivono
al premier Conte. Tutte le
critiche al piano italiano

Con una lettera aperta il Coordinamento Italiano ONG Internazionali (CINI) e Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (AOI) hanno scritto al Premier in merito alla proposta italiana per il prossimo Consiglio Europeo. Tra le criticità il coinvolgimento dei Paesi di transito, l’uso di fondi per lo sviluppo e il sostegno alla Guardia Costiera Libica

Il testo della lettera

Alla cortese attenzione del
Prof. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri Continua a leggere

Ue: aiuti allo sviluppo utilizzati per costruire “muri”. Le accuse di Global Health Advocates

In occasione della riunione dei ministri europei dello sviluppo in Estonia l’11 settembre, un nuovo rapporto della ONG Global Health Advocates dimostra come l’attuale strumentalizzazione degli aiuti allo sviluppo dell’Unione Europea per arrestare i flussi migratori rappresenti una strategia destinata a fallire.

“Gli aiuti allo sviluppo hanno l’obiettivo di finanziare programmi a lungo termine per sradicare la povertà,  in linea con le priorità di sviluppo dei paesi partner. Tuttavia – scrivono in un comunicato i promotori del rapporto -, il Fondo Finduciario d’Emergenza dell’UE per l’Africa, uno strumento piuttosto recente lanciato in modo affrettato dall’Unione Europea con un budget di quasi 3 miliardi di Euro in aiuti allo sviluppo, fa esattamente il contrario: privilegia soluzioni rapide a problematiche nazionali europee, senza un reale coinvolgimento dei governi locali e della società civile in Africa”.

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Se Tallinn non chiama Addis. Quel filo interrotto tra
i leader dei due continenti

“Due continenti, un solo futuro”. E’ questa la scritta, o forse potrei dire il motto, che campeggia sotto la testata di questo blog fin dalla sua nascita, ormai tre anni fa.

Non è retorica, ma la convinzione – concreta – che la storia e il destino di Africa ed Europa siano intrinsecamente legati. Basta scorrere gli articoli pubblicati in questi anni (assolutamente non esaustivi della complessità di questa relazione) per rendersi conto di quanto sia vero. Continua a leggere

Summit di Malta: pronti a dare luce verde al “muro” Europeo

JOE KLAMAR/AFP

Quelli che ci attendono saranno giorni decisivi per il futuro delle politiche migratorie dell’Unione europea e, di conseguenza, per la sorte di migliaia di migranti già in viaggio verso l’Europa.

Venerdì 3 febbraio i capi di stato e di governo riuniti a Malta per un Consiglio europeo informale saranno chiamati a dare luce verde al nuovo piano per il blocco dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Continua a leggere

Eu-Africa Summit:
Se la politica europea
manca di visione

Valletta Summit inaugurazione

“La Valletta non può essere una nuova Tripoli”. Lo ha detto ieri la presidente della Commissione dell’Unione africana, Dlamini Zuma, nel suo intervento all’apertura del Summit de La Valletta sulle migrazioni, con un riferimento non è alla crisi post-Gheddafi, ma ad un analogo incontro del 2006. Allora il tema delle migrazioni era solo uno dei tanti posti sul tavolo dai leader di Africa ed Europa nel tentativo di rilanciare la partnership tra i due continenti. Ne uscì una dichiarazione congiunta sulle migrazioni in cui, per la prima volta, si cercava di promuovere un dialogo comune per affrontare la questione a partire dalla sue cause strutturali.

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Asciugate le lacrime (di coccodrillo) l’Europa lancia l’operazione “Mos Maiorum”

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E’ stata lanciata oggi e continuerà fino al prossimo 26 ottobre l’operazione “Mos Maoirum”, promossa su iniziativa della presidenza italiana dell’Unione europea (qui tutti i dettagli). Nell’operazione saranno coinvolti circa 18 mila poliziotti dei diversi Paesi europei con l’obiettivo di identificare i migranti irregolari presenti nel territorio dell’Ue e ricavare informazioni utili al contrasto delle organizzazioni dedite al traffico di esseri umani.

Non si tratta di una novità assoluta (azioni simili vengono organizzate periodicamente sul territorio europeo), ma viene da riflettere a sentir parlare di quella che è, nei fatti, un’operazione di schedatura su larga scala a solo dieci giorni dalle commemorazioni del Tre ottobre.

Pubblichiamo di seguito il commento di Alberto Biondo, amico di africaeuropa, e operatore dell’associazione Borderline Sicilia che opera per la difesa dei diritti dei migranti in territorio siciliano. L’associazione attraverso il proprio sito svolge anche un’importante opera di monitoraggio delle strutture di accoglienza.

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