Archivi categoria: approfondimenti

La “Dottrina Macron”:
«Serve un cambio di prospettiva e un nuovo asse afro-europeo»

“Il terzo grande progetto europeo, è il cambiamento di prospettiva nei confronti dell’Africa e la reinvenzione dell’asse afro-europeo. È la lotta di una generazione, ma credo che sia fondamentale per noi. L’Europa non avrà successo se l’Africa non avrà successo. Questo è evidente. Lo vediamo quando non riusciamo a creare sicurezza, pace o prosperità attraverso la migrazione. Lo vediamo perché l’Africa è nelle nostre società. Abbiamo una parte di Africa in tutte le nostre società e viviamo in sintonia. E quando dico Africa, intendo in senso lato l’Africa e la regione mediterranea”.

Emmanuel Macron

Vanno prese con cautela, lette, rilette e soppesate le parole del presidente francese Emmanuel Macron nell’intervista concessa alcuni giorni alla rivista Le Grand Continent di cui Africaeuropa riprende ampi stralci (rimandandovi alla lettura del testo integrale che potete trovare qui), perché non si possono scindere le parole dai fatti e, soprattutto, dalla storia.

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Corruzione in Nigeria: a Milano il “processo del secolo” contro Eni e Shell verso la sentenza

Sarà che è piena estate e che il caldo, specie a Milano, inizia ad annebbiare i pensieri. Sarà che siamo in pieno post Covid e la possibilità, fino ad alcuni mesi fa remota, di poter andare in vacanza è oggi per molti un sogno divenuto realtà. Sarà che la vicenda è complessa e non riassumibile in un titolo o in un semplice post, ma sembra non esserci molta attenzione da parte dell’opinione pubblica e dei mezzi di informazione, per quello che sta andando in scena al Tribunale di Milano dove si attende la sentenza di primo grado del processo “Opl 245”.

Non un processo qualunque: si tratta, infatti, del procedimento che vede alla sbarra due giganti del settore come Eni e Shell accusati di aver versato una presunta tangente da 1,1 miliardi di dollari per ottenere dal governo nigeriano i diritti di sfruttamento sul giacimento petrolifero Opl 245.

Non a caso c’è chi ha parlato di “processo del secolo”.

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COVID-FREE: il sito italiano che raccogliere e diffonde le buone pratiche africane contro il Covid-19

C’è una resilienza in Africa che resiste al Coronavirus e corre di comunità in comunità, di Paese in Paese, come il suono di un tam tam.

Ad aggregarle così da aumentarne il volume e la portata è da una manciata di giorni un nuovo sito internet (https://www.covidfree-toolkit.org/) nato a Parma da un’idea di Federico Monica, architetto e ricercatore da anni impegnato in progetti di cooperazione in diversi Paesi africani con lo studio Taxibrousse, da lui fondato. Un’intuizione subito raccolta da Cleophas Dioma, rappresentante della diaspora Burkinabé in Italia e presidente dell’associazione Reseau (organizzatrice dellItalia Africa Business Week) che ha subito diffuso questa iniziativa tra i rappresentanti della diaspora africana in Italia e, tramite loro, decine di comunità nel continente africano. I risultati, a pochi giorni dal lancio, sono sorprendenti.

A questo link potete accedere al gruppo pubblico su Facebook dove condividere le esperienze conosciute e apprenderne di nuove.

Ne ho parlato in questo servizio per l’Agenzia Sir che potete leggere qui

Conferenza di Berlino sulla Libia: aspettando la pace [testo integrale delle conclusioni]

Solo tra qualche settimana sapremo se la conferenza di Berlino sulla Libia del 19 gennaio possa davvero rappresentare un punto di svolta nella gestione di una crisi che, ormai da tempo, ha valicato i confini dello stato per proiettarsi in una dimensione internazionale. Continua a leggere

L’Africa tradita non solo nella realtà, ma anche nella fiction

Non è la prima volta che su Africaeuropa ci soffermiamo sulla rappresentazione dell’Africa e degli africani sui media italiani: lo facciamo perché siamo sempre più convinti che la narrativa negativa costruita nel tempo dai media, rappresenti una delle principali cause della difficoltà di comprendere la complessità del continente, le sue criticità ma, anche e sopratutto, le sue potenzialità.

A confermare quanto poco (e spesso male) si parli di Africa in Italia arriva il nuovo rapporto  “L’Africa MEDIAta” di Amref Health Africa-Itali, realizzato dall’Osservatorio di Pavia.

Per scaricare il rapporto clicca qui

I ricercatori hanno preso in esame 30 episodi di serie televisive, 65 programmi di informazione di 7 reti generaliste, 80mila notizie monitorate sui telegiornali di 9 reti televisive, 800 notizie di prima pagina analizzate su 6 quotidiani nazionali, 21,6 mila post Facebook e 54mila tweet di 8 testate giornalistiche.

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Non tutti i migranti africani vengono in Europa. Non ci credi? Leggi il nuovo rapporto Ispi

«Il peso politico, mediatico e simbolico dei flussi migratori dall’Africa sugli equilibri del vecchio continente è assolutamente sproporzionato rispetto alla dimensione dell’immigrazione africana in Europa. Ciò si deve a molteplici fattori, tra cui una iper-visibilizzazione del fenomeno e un utilizzo strumentale della presenza di migranti africani da parte di diversi attori politici, al fine di perseguire cinici obiettivi elettorali e favorire le lobby dell’industria della sicurezza».

Lo scrive Lorenzo Gabrielli (GRITIM e Centre Emile Durkheim) nel nuovo dossier realizzato dall’Ispi (Istituto di Studi per la Politica Internazionale) dal titolo “Non solo verso l’Europa: le migrazioni interne all’Africa” pubblicato martedì 16 luglio.

Dei 27 milioni di emigrati che, al 2017, originavano dall’Africa subsahariana, solo una minoranza di 8 milioni di persone, lasciata la propria terra, si è stabilita nei decenni in Europa, Nord America, Medio Oriente o in un’altra regione del globo[1].

Gran parte dei migranti subsahariani – 19 milioni di persone complessivamente – hanno sì attraversato confini, ma spesso solo per spostarsi in uno stato limitrofo, o comunque fermandosi in Africa.

Il dossier dell’Ispi – consultabile qui –  e curato da Giovanni Carbone (Head, ISPI Africa Programme) e Camillo Casola (Associate Research Fellow, ISPI Africa Programme).

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Il Parlamento Europeo chiede misure contro il razzismo verso africani e afrodiscendenti

I deputati europei chiedono all’UE e ai suoi Stati membri di adottare misure per affrontare il razzismo costante che le persone di origine africana si trovano ad affrontare oggi in Europa.

In una risoluzione non legislativa adottata martedì 26 marzo – con 535 voti favorevoli, 80 contrari e 44 astensioni -, il Parlamento esorta le autorità europee e nazionali a sviluppare politiche antirazziste e a porre fine alla discriminazione in settori quali istruzione, alloggi, sanità, giustizia penale, partecipazione politica e migrazione.

Attualmente in Europa vivono circa 15 milioni di persone di origine africana che si trovano ad affrontare discriminazioni persistenti e sono soggetti a stereotipi negativi profondamente radicati.

A confermarlo è una ricerca presentata alla fine di novembre 2018 allo stesso Parlamento Europeo e realizzata dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA – Fundamental Rights Agency) dal titolo “Essere neri nell’Ue”.
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Rompiamo il silenzio
sull’emergenza Ebola
in R. D. del Congo

“A sette mesi dall’inizio della più grande epidemia di Ebola mai registrata in Repubblica Democratica del Congo (RDC), la risposta all’emergenza sta fallendo nel controllare l’epidemia, in un clima di crescente sfiducia delle comunità”.

A lanciare l’allarme è l’organizzazione Medici Senza Frontiere impegnata in prima fila nel contrastare l’emergenza.  Una crisi che, come spesso avviene per le notizie che provengono dalla Repubblica Democratica del Congo, è quasi completamente ignorata dai media mainstream. Continua a leggere

Ecco perché il voto in Nigeria dovrebbe interessare anche te

Sono più di 84 milioni i nigeriani che si sono registrati per votare alle elezioni presidenziali e politiche di sabato 16 febbraio 2019 (successivamente rinviate al 23 per problemi logistici).

L’Economist ha definito questa tornata elettorale come il più grande evento democratico nella storia dell’Africa. Si tratta della sesta tornata elettorale dalla fine dei regimi militari nel 1999. Continua a leggere

Accordo Italia-Niger:
Asgi, Cild e Rete Disarmo
svelano il contenuto

Il testo dell’accordo di cooperazione stipulato tra Italia e Niger il 26 settembre 2017 risulta estremamente semplice – si tratta di sole 6 pagine – ed è sostanzialmente un copia incolla di accordi di carattere militare precedentemente conclusi dall’Italia.

A dirlo – documento alla mano – sono i referenti di Asgi (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione), Cild (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili) e della Rete Italiana contro il Disarmo che ne hanno svelato il contenuto  lo scorso 6 febbraio a Roma.  Continua a leggere