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Mettere l’Africa in prima pagina. La lettera della viceministro Del Re al Corriere

Pubblichiamo di seguito la versione integrale della lettera della viceministro agli Affari esteri Emanuela Del Re pubblicata sul Corriere della Sera del 18 febbraio 2020 dal titolo “Un futuro possibile in Afria”. (La lettera è tratta dal sito della Farnesina).

La viceministro del Re al centro

Caro direttore, di ritorno da una proficua missione in Senegal, mi chiedo come si possa rilanciare l’Africa nella narrativa italiana. Il presidente Conte, il ministro Di Maio e altri rappresentanti di governo si sono recati in Africa, dove io stessa ho compiuto numerose missioni. Dei 22 Paesi prioritari della Cooperazione allo sviluppo, 11 sono in Africa, e nei restanti Paesi vi sono molti scambi e attività inclusa un’attiva cooperazione in materia migratoria. Eppure l’Africa sembra restare nell’immaginario collettivo italiano un’area in cui si può intervenire solo nell’ambito dell’aiuto umanitario. Niente di più lontano dalla realtà.

Se guardiamo a cosa accade nel continente, ci accorgiamo che gli interlocutori e partner dell’Africa stanno intensificando i loro rapporti sia perché vedono opportunità di investimento e commercio, sia per le questioni di sicurezza. Non solo la Cina: Brasile, Paesi europei, Russia, Turchia, Corea del Sud, Giappone, Paesi del Golfo, India e altri. C’è un viavai continuo in Africa, con firme di accordi economici, investimenti.

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La strategia di Berlino in Africa: prima le merci poi la politica. E l’Italia?

Due Paesi, due approcci. Usando uno slogan potremmo dire: mentre il Regno Unito fa proclami, Berlino fa affari. Circa un mese fa, il 20 gennaio 2020, si apriva a Londra l’Uk-Africa Summit voluto dal premier britannico Boris Johnson per rilanciare le relazioni tra la Corona e il continente africano in una prospettiva post-Brexit.

Una ventina di delegazioni africane presenti, tante parole, contratti di investimenti firmati (per un valore di oltre 6,5 miliardi di sterline, circa 8,5 miliardi di euro), ma soprattutto la volontà di rilanciare il ruolo politico del governo britannico e quello finanziario della City di Londra*.

Decisamente diverso l’approccio tedesco: poche parole, qualche visita diplomatica in Africa, ma soprattutto una strategia basata sulla penetrazione commerciale delle proprie imprese.

A confermarlo è il sesto Forum Enonomico Germano-Africano in programma martedì 18 febbraio a Dortmund.

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Il piccolo Zaky e il gigante
el-Sisi: i grandi interessi
economici attorno all’Egitto

Cresce la preoccupazione per la sorte di Patrick Zaky lo studente e attivista egiziano, in Italia per seguire un master all’Università di Bologna, arrestato lo scorso 7 febbraio all’aeroporto del Cairo, dove era appena atterrato con un volo proveniente dal nostro paese.

A lui sono stati contestati i reati di “istigazione al rovesciamento del governo e della Costituzione“.

Secondo gli avvocati della sua famiglia, Zaky è stato arrestato in seguito a un ordine di cattura spiccato nel 2019 ma mai notificato. In detenzione, lo studente sarebbe stato oggetto di pestaggi e torture, tra cui l’elettroshock.

Per capirne di più sulla vicenda di Zaky e sulla realtà delle detenzioni illegali e la repressione in Egitto vi segnaliamo questo interessante approfondimento dell’Ispi. (clicca qui)

Mi limito ad aggiungere alcuni dati che fanno capire quando oggi sia difficile e limitata la possibilità (e, ancor di più, la volontà) di un’azione diplomatica forte nei confronti della autorità egiziane. Le stesse ragioni valgono purtroppo anche per il tentativo di sapere la verità sulla fine di Giulio Regeni.

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La Corte dei conti europea
boccia gli aiuti al Marocco: molti soldi «risultati limitati»

In una nuova relazione, la Corte dei conti europea sostiene che gli aiuti finanziari dell’UE al Marocco, erogati dal 2014 al 2018 tramite trasferimenti diretti al tesoro nazionale, hanno fornito un modesto valore aggiunto e un sostegno limitato alla realizzazione di riforme.

La Commissione europea ha inteso rispondere ai bisogni individuati nelle strategie nazionali e dell’UE, ma, secondo la Corte, ha ripartito i finanziamenti in troppi settori, indebolendone probabilmente l’impatto. La Corte ritiene inoltre che la gestione, da parte della Commissione, dei programmi di sostegno al bilancio di detto paese sia stata ostacolata da debolezze nella definizione, nell’attuazione e nel monitoraggio degli stessi, nonché nella valutazione dei risultati.
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Dall’Unione europea via libera al primo vaccino contro l’Ebola

Dall’Europa è arrivato un impulso decisivo nella diffusione del primo vaccino, mai messo in commercio, contro il virus Ebola.

La Commissione europea ha infatti deciso, l’11 novembre scorso, di autorizzare la vendita di Ervebo il vaccino messo a punto dalla società Merck a partire dall’epidemia diffusasi nel 2014 in Africa occidentale (in particolare in Sierra Leone, Guinea e Liberia). Continua a leggere

Migrazione Circolare: l’esempio “virtuoso” della piccola
diaspora Burkinabé in Italia

foto Valentina Mutti

Una piccola realtà della diaspora africana capace di incidere sullo sviluppo non solo delle comunità in cui vive,  ma anche nelle zone di origine in Burkina Faso. È la storia della dispora burkinabé in Italia al centro di una ricerca realizzata dal CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) nell’ambito del progetto “Imprese sociali innovative e partecipazione dei migranti per l’inclusione sociale in Burkina Faso” promosso da Mani Tese.

A questo link il rapporto completo.

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Banca Etica lancia il suo nuovo “Impact Bond”: 15 milioni
per il microcredito in Africa

Banca Etica ha avviato il collocamento di un nuovo Prestito Obbligazionario, il primo dedicato al microcredito in Africa. L’obiettivo è quello di raccogliere 15 milioni di euro per finanziare progetti ad impatto sociale, promossi da partner qualificati, con particolare attenzione allo sviluppo della microfinanza nell’Africa sub-sahariana.

Il collocamento dei titoli è iniziato il 3 aprile 2018 e resterà aperto fino al 1 giugno 2018. L’offerta prevede un investimento minimo di 1.000 €, il pagamento di una cedola semestrale al tasso fisso lordo del  0,60% (annua 1,20% lordo), la durata è di sette anni. Continua a leggere

La corsa di Katumbi alla
presidenza del Congo
potrebbe finire in Puglia

Chi l’avrebbe mai detto che la corsa alla presidenza della Repubblica Democratica del Congo del leader dell’opposizione Moïse Katumbi – uno dei principali avversari del presidente Kabila – si sarebbe arenata non alla periferia di Kinshasa, ma tra gli ulivi della campagna pugliese. Più precisamente tra le pieghe dei registri anagrafici di San Vito dei Normanni, comune di poco meno di 20 mila abitanti in provincia di Brindisi.

Una storia che potrebbe far sorridere se non fosse tremendamente seria tanto da aver spinto, nelle ultime ore, la magistratura congolese ad emettere un avviso di garanzia nei confronti dell’ex governatore del Katanga. Continua a leggere

“Africa, futuro dell’Europa?”
La diaspora africana in Italia
si interroga a Roma

 

“Promuovere un nuovo sguardo sul futuro delle relazioni tra Africa ed Europa, al di fuori dagli stereotipi e dai luoghi comuni, basato sulla conoscenza e rivolto alle nuove generazioni emergenti”.

E’ questo l’obiettivo del convegno “Africa, futuro dell’Europa? – La visione della Diaspora Africana Nera d’Italia” organizzato dalla REDANI, Rete della Diaspora Africana Nera d’Italia, venerdì 19 gennaio 2018, a Roma. Continua a leggere

Causa Ikebiri contro Eni.
La piccola comunità nigeriana cerca giustizia in Italia

All’avvocato Luca Saltamacchia, rappresentante legale della comunità ikebiri da ieri in causa contro il colosso petrolifero Eni, il paragone biblico di Davide contro Golia non piace. «Perché Golia aveva la forza e Davide l’astuzia. Qui, invece, Eni ha sia l’una che l’altra», racconta con un sorriso non nascondendo la difficoltà della sfida appena iniziata.

Ma il clima nella sala della Casa dei Diritti di Milano, dove ieri sera si sono ritrovate alcune associazioni a poche ore dalla prima udienza del processo civile ikebiri contro Eni, è rilassato perché la piccola comunità del Delta del Niger, danneggiata dall’esplosione di un oleodotto nel 2010, ha ottenuto un primo piccolo ma significativo risultato: il giudice ha scelto di non pronunciarsi sulla competenza di giurisdizione del Tribunale di Milano rimandando le parti a una seconda udienza che si terrà il prossimo 18 aprile. Continua a leggere