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COVID-FREE: il sito italiano che raccogliere e diffonde le buone pratiche africane contro il Covid-19

C’è una resilienza in Africa che resiste al Coronavirus e corre di comunità in comunità, di Paese in Paese, come il suono di un tam tam.

Ad aggregarle così da aumentarne il volume e la portata è da una manciata di giorni un nuovo sito internet (https://www.covidfree-toolkit.org/) nato a Parma da un’idea di Federico Monica, architetto e ricercatore da anni impegnato in progetti di cooperazione in diversi Paesi africani con lo studio Taxibrousse, da lui fondato. Un’intuizione subito raccolta da Cleophas Dioma, rappresentante della diaspora Burkinabé in Italia e presidente dell’associazione Reseau (organizzatrice dellItalia Africa Business Week) che ha subito diffuso questa iniziativa tra i rappresentanti della diaspora africana in Italia e, tramite loro, decine di comunità nel continente africano. I risultati, a pochi giorni dal lancio, sono sorprendenti.

A questo link potete accedere al gruppo pubblico su Facebook dove condividere le esperienze conosciute e apprenderne di nuove.

Ne ho parlato in questo servizio per l’Agenzia Sir che potete leggere qui

Un mondo di disuguaglianze: tutti le vedono, nessuno fa nulla. “Ma va bene così”

Puntuale come ogni anno, in concomitanza con il Forum di Davos, l’ONG Oxfam ha diffuso il suo rapporto sulle diseguaglianze nel mondo.

I dati che ne derivano sono impietosi ed evidenziano un costante e inesorabile aumento della disparità a livello glogale: la ricchezza globale, in crescita tra giugno 2018 e giugno 2019, resta fortemente concentrata al vertice della piramide distributiva: l’1% più ricco, sotto il profilo patrimoniale, deteneva a metà 2019 più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone.

Ovvero i 2.153 miliardari (i vari Jeff Bezos di Amazon, Bill Gates di Microsoft, Warren Buffett di Berkshire Hathaway e Bernard Arnault della mason Louis Vuitton, solo per citare i quattro più ricchi) detengono più ricchezza di 4,6 miliardi di persone, circa il 60% della popolazione globale.

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L’Africa tradita non solo nella realtà, ma anche nella fiction

Non è la prima volta che su Africaeuropa ci soffermiamo sulla rappresentazione dell’Africa e degli africani sui media italiani: lo facciamo perché siamo sempre più convinti che la narrativa negativa costruita nel tempo dai media, rappresenti una delle principali cause della difficoltà di comprendere la complessità del continente, le sue criticità ma, anche e sopratutto, le sue potenzialità.

A confermare quanto poco (e spesso male) si parli di Africa in Italia arriva il nuovo rapporto  “L’Africa MEDIAta” di Amref Health Africa-Itali, realizzato dall’Osservatorio di Pavia.

Per scaricare il rapporto clicca qui

I ricercatori hanno preso in esame 30 episodi di serie televisive, 65 programmi di informazione di 7 reti generaliste, 80mila notizie monitorate sui telegiornali di 9 reti televisive, 800 notizie di prima pagina analizzate su 6 quotidiani nazionali, 21,6 mila post Facebook e 54mila tweet di 8 testate giornalistiche.

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Non tutti i migranti africani vengono in Europa. Non ci credi? Leggi il nuovo rapporto Ispi

«Il peso politico, mediatico e simbolico dei flussi migratori dall’Africa sugli equilibri del vecchio continente è assolutamente sproporzionato rispetto alla dimensione dell’immigrazione africana in Europa. Ciò si deve a molteplici fattori, tra cui una iper-visibilizzazione del fenomeno e un utilizzo strumentale della presenza di migranti africani da parte di diversi attori politici, al fine di perseguire cinici obiettivi elettorali e favorire le lobby dell’industria della sicurezza».

Lo scrive Lorenzo Gabrielli (GRITIM e Centre Emile Durkheim) nel nuovo dossier realizzato dall’Ispi (Istituto di Studi per la Politica Internazionale) dal titolo “Non solo verso l’Europa: le migrazioni interne all’Africa” pubblicato martedì 16 luglio.

Dei 27 milioni di emigrati che, al 2017, originavano dall’Africa subsahariana, solo una minoranza di 8 milioni di persone, lasciata la propria terra, si è stabilita nei decenni in Europa, Nord America, Medio Oriente o in un’altra regione del globo[1].

Gran parte dei migranti subsahariani – 19 milioni di persone complessivamente – hanno sì attraversato confini, ma spesso solo per spostarsi in uno stato limitrofo, o comunque fermandosi in Africa.

Il dossier dell’Ispi – consultabile qui –  e curato da Giovanni Carbone (Head, ISPI Africa Programme) e Camillo Casola (Associate Research Fellow, ISPI Africa Programme).

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Ecco perché il voto in Nigeria dovrebbe interessare anche te

Sono più di 84 milioni i nigeriani che si sono registrati per votare alle elezioni presidenziali e politiche di sabato 16 febbraio 2019 (successivamente rinviate al 23 per problemi logistici).

L’Economist ha definito questa tornata elettorale come il più grande evento democratico nella storia dell’Africa. Si tratta della sesta tornata elettorale dalla fine dei regimi militari nel 1999. Continua a leggere

C’era davvero bisogno
di tassare le rimesse?

Dal primo gennaio 2019 il governo italiano ha introdotto una tassa dell’1,5 per cento sulle transazioni finanziarie dirette verso i Paesi extra-Unione europea. Il provvedimento, contenuto nel decreto fiscale, riguarda nello specifico tutte le transazioni di importo superiore ai 10 euro di natura non commerciale, finendo per interessare soprattutto gli utilizzatori delle agenzia di money trasfer.

In Italia, secondo un recente studio della Fondazione Moressa riportato da Avvenire, il volume delle rimesse nel 2018 è tornato in crescita per la prima volta dal 2013: nel primo semestre il flusso finanziario verso l’estero ha raggiunto i 2,71 miliardi, l’11% in più dello stesso periodo del 2017. Questo significa un totale di circa 5,5 miliardi nell’intero 2018.
Di questa somma però il 20% resta dentro i confini dell’Unione europea, dove la comunità rumena è la più attiva da questo punto di vista.

Applicando la nuova tassa dell’1,5% agli oltre 4 miliardi restanti si arriva ad una cifra tra i 60 e i 70 milioni di euro. Pochi? Tanti? Dipende, ovviamente dai punti di vista.

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Banca Etica lancia il suo nuovo “Impact Bond”: 15 milioni
per il microcredito in Africa

Banca Etica ha avviato il collocamento di un nuovo Prestito Obbligazionario, il primo dedicato al microcredito in Africa. L’obiettivo è quello di raccogliere 15 milioni di euro per finanziare progetti ad impatto sociale, promossi da partner qualificati, con particolare attenzione allo sviluppo della microfinanza nell’Africa sub-sahariana.

Il collocamento dei titoli è iniziato il 3 aprile 2018 e resterà aperto fino al 1 giugno 2018. L’offerta prevede un investimento minimo di 1.000 €, il pagamento di una cedola semestrale al tasso fisso lordo del  0,60% (annua 1,20% lordo), la durata è di sette anni. Continua a leggere

Ue: aiuti allo sviluppo utilizzati per costruire “muri”. Le accuse di Global Health Advocates

In occasione della riunione dei ministri europei dello sviluppo in Estonia l’11 settembre, un nuovo rapporto della ONG Global Health Advocates dimostra come l’attuale strumentalizzazione degli aiuti allo sviluppo dell’Unione Europea per arrestare i flussi migratori rappresenti una strategia destinata a fallire.

“Gli aiuti allo sviluppo hanno l’obiettivo di finanziare programmi a lungo termine per sradicare la povertà,  in linea con le priorità di sviluppo dei paesi partner. Tuttavia – scrivono in un comunicato i promotori del rapporto -, il Fondo Finduciario d’Emergenza dell’UE per l’Africa, uno strumento piuttosto recente lanciato in modo affrettato dall’Unione Europea con un budget di quasi 3 miliardi di Euro in aiuti allo sviluppo, fa esattamente il contrario: privilegia soluzioni rapide a problematiche nazionali europee, senza un reale coinvolgimento dei governi locali e della società civile in Africa”.

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Se Tallinn non chiama Addis. Quel filo interrotto tra
i leader dei due continenti

“Due continenti, un solo futuro”. E’ questa la scritta, o forse potrei dire il motto, che campeggia sotto la testata di questo blog fin dalla sua nascita, ormai tre anni fa.

Non è retorica, ma la convinzione – concreta – che la storia e il destino di Africa ed Europa siano intrinsecamente legati. Basta scorrere gli articoli pubblicati in questi anni (assolutamente non esaustivi della complessità di questa relazione) per rendersi conto di quanto sia vero. Continua a leggere

Summit di Malta: pronti a dare luce verde al “muro” Europeo

JOE KLAMAR/AFP

Quelli che ci attendono saranno giorni decisivi per il futuro delle politiche migratorie dell’Unione europea e, di conseguenza, per la sorte di migliaia di migranti già in viaggio verso l’Europa.

Venerdì 3 febbraio i capi di stato e di governo riuniti a Malta per un Consiglio europeo informale saranno chiamati a dare luce verde al nuovo piano per il blocco dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Continua a leggere