Un mondo di disuguaglianze: tutti le vedono, nessuno fa nulla. “Ma va bene così”

Puntuale come ogni anno, in concomitanza con il Forum di Davos, l’ONG Oxfam ha diffuso il suo rapporto sulle diseguaglianze nel mondo.

I dati che ne derivano sono impietosi ed evidenziano un costante e inesorabile aumento della disparità a livello glogale: la ricchezza globale, in crescita tra giugno 2018 e giugno 2019, resta fortemente concentrata al vertice della piramide distributiva: l’1% più ricco, sotto il profilo patrimoniale, deteneva a metà 2019 più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone.

Ovvero i 2.153 miliardari (i vari Jeff Bezos di Amazon, Bill Gates di Microsoft, Warren Buffett di Berkshire Hathaway e Bernard Arnault della mason Louis Vuitton, solo per citare i quattro più ricchi) detengono più ricchezza di 4,6 miliardi di persone, circa il 60% della popolazione globale.

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Conferenza di Berlino sulla Libia: aspettando la pace [testo integrale delle conclusioni]

Solo tra qualche settimana sapremo se la conferenza di Berlino sulla Libia del 19 gennaio possa davvero rappresentare un punto di svolta nella gestione di una crisi che, ormai da tempo, ha valicato i confini dello stato per proiettarsi in una dimensione internazionale. Continua a leggere

La Corte dei conti europea
boccia gli aiuti al Marocco: molti soldi «risultati limitati»

In una nuova relazione, la Corte dei conti europea sostiene che gli aiuti finanziari dell’UE al Marocco, erogati dal 2014 al 2018 tramite trasferimenti diretti al tesoro nazionale, hanno fornito un modesto valore aggiunto e un sostegno limitato alla realizzazione di riforme.

La Commissione europea ha inteso rispondere ai bisogni individuati nelle strategie nazionali e dell’UE, ma, secondo la Corte, ha ripartito i finanziamenti in troppi settori, indebolendone probabilmente l’impatto. La Corte ritiene inoltre che la gestione, da parte della Commissione, dei programmi di sostegno al bilancio di detto paese sia stata ostacolata da debolezze nella definizione, nell’attuazione e nel monitoraggio degli stessi, nonché nella valutazione dei risultati.
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Dall’Unione europea via libera al primo vaccino contro l’Ebola

Dall’Europa è arrivato un impulso decisivo nella diffusione del primo vaccino, mai messo in commercio, contro il virus Ebola.

La Commissione europea ha infatti deciso, l’11 novembre scorso, di autorizzare la vendita di Ervebo il vaccino messo a punto dalla società Merck a partire dall’epidemia diffusasi nel 2014 in Africa occidentale (in particolare in Sierra Leone, Guinea e Liberia). Continua a leggere

L’Africa tradita non solo nella realtà, ma anche nella fiction

Non è la prima volta che su Africaeuropa ci soffermiamo sulla rappresentazione dell’Africa e degli africani sui media italiani: lo facciamo perché siamo sempre più convinti che la narrativa negativa costruita nel tempo dai media, rappresenti una delle principali cause della difficoltà di comprendere la complessità del continente, le sue criticità ma, anche e sopratutto, le sue potenzialità.

A confermare quanto poco (e spesso male) si parli di Africa in Italia arriva il nuovo rapporto  “L’Africa MEDIAta” di Amref Health Africa-Itali, realizzato dall’Osservatorio di Pavia.

Per scaricare il rapporto clicca qui

I ricercatori hanno preso in esame 30 episodi di serie televisive, 65 programmi di informazione di 7 reti generaliste, 80mila notizie monitorate sui telegiornali di 9 reti televisive, 800 notizie di prima pagina analizzate su 6 quotidiani nazionali, 21,6 mila post Facebook e 54mila tweet di 8 testate giornalistiche.

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CRISI DIMENTICATE: in R. D. del Congo la seconda epidemia di ebola della storia

AGGIORNAMENTO: Lo scrivevamo più di quattro mesi fa davanti ad un lapidario comunicato di Medici Senza Frontiere“A sette mesi dall’inizio della più grande epidemia di Ebola mai registrata in Repubblica Democratica del Congo (RDC), la risposta all’emergenza sta fallendo nel controllare l’epidemia, in un clima di crescente sfiducia delle comunità”.

Rompiamo il silenzio sull’emergenza Ebola in R. D. del Congo

Era l’8 marzo 2019. Oggi a pochi mesi di distanza la situazione sembra fuori controllo con la prima vittima registrata a Goma, terza città più popolosa del Paese (al confine con il Rwanda), e l’allarme lanciato marcoledì 17 luglio dalle Nazioni Unite (QUI IL COMUNICATO) nel giorno in cui ricorre il primo anniversario dall’inizio dell’epidemia. Continua a leggere

Non tutti i migranti africani vengono in Europa. Non ci credi? Leggi il nuovo rapporto Ispi

«Il peso politico, mediatico e simbolico dei flussi migratori dall’Africa sugli equilibri del vecchio continente è assolutamente sproporzionato rispetto alla dimensione dell’immigrazione africana in Europa. Ciò si deve a molteplici fattori, tra cui una iper-visibilizzazione del fenomeno e un utilizzo strumentale della presenza di migranti africani da parte di diversi attori politici, al fine di perseguire cinici obiettivi elettorali e favorire le lobby dell’industria della sicurezza».

Lo scrive Lorenzo Gabrielli (GRITIM e Centre Emile Durkheim) nel nuovo dossier realizzato dall’Ispi (Istituto di Studi per la Politica Internazionale) dal titolo “Non solo verso l’Europa: le migrazioni interne all’Africa” pubblicato martedì 16 luglio.

Dei 27 milioni di emigrati che, al 2017, originavano dall’Africa subsahariana, solo una minoranza di 8 milioni di persone, lasciata la propria terra, si è stabilita nei decenni in Europa, Nord America, Medio Oriente o in un’altra regione del globo[1].

Gran parte dei migranti subsahariani – 19 milioni di persone complessivamente – hanno sì attraversato confini, ma spesso solo per spostarsi in uno stato limitrofo, o comunque fermandosi in Africa.

Il dossier dell’Ispi – consultabile qui –  e curato da Giovanni Carbone (Head, ISPI Africa Programme) e Camillo Casola (Associate Research Fellow, ISPI Africa Programme).

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Migrazione Circolare: l’esempio “virtuoso” della piccola
diaspora Burkinabé in Italia

foto Valentina Mutti

Una piccola realtà della diaspora africana capace di incidere sullo sviluppo non solo delle comunità in cui vive,  ma anche nelle zone di origine in Burkina Faso. È la storia della dispora burkinabé in Italia al centro di una ricerca realizzata dal CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) nell’ambito del progetto “Imprese sociali innovative e partecipazione dei migranti per l’inclusione sociale in Burkina Faso” promosso da Mani Tese.

A questo link il rapporto completo.

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Il Parlamento Europeo chiede misure contro il razzismo verso africani e afrodiscendenti

I deputati europei chiedono all’UE e ai suoi Stati membri di adottare misure per affrontare il razzismo costante che le persone di origine africana si trovano ad affrontare oggi in Europa.

In una risoluzione non legislativa adottata martedì 26 marzo – con 535 voti favorevoli, 80 contrari e 44 astensioni -, il Parlamento esorta le autorità europee e nazionali a sviluppare politiche antirazziste e a porre fine alla discriminazione in settori quali istruzione, alloggi, sanità, giustizia penale, partecipazione politica e migrazione.

Attualmente in Europa vivono circa 15 milioni di persone di origine africana che si trovano ad affrontare discriminazioni persistenti e sono soggetti a stereotipi negativi profondamente radicati.

A confermarlo è una ricerca presentata alla fine di novembre 2018 allo stesso Parlamento Europeo e realizzata dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA – Fundamental Rights Agency) dal titolo “Essere neri nell’Ue”.
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Rompiamo il silenzio
sull’emergenza Ebola
in R. D. del Congo

“A sette mesi dall’inizio della più grande epidemia di Ebola mai registrata in Repubblica Democratica del Congo (RDC), la risposta all’emergenza sta fallendo nel controllare l’epidemia, in un clima di crescente sfiducia delle comunità”.

A lanciare l’allarme è l’organizzazione Medici Senza Frontiere impegnata in prima fila nel contrastare l’emergenza.  Una crisi che, come spesso avviene per le notizie che provengono dalla Repubblica Democratica del Congo, è quasi completamente ignorata dai media mainstream. Continua a leggere