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Raggiunto l’accordo UE
sui conflict minerals.
Le critiche di FOCSIV e CIDSE

Miniera di Coltan in Repubblica Democratica del Congo

Miniera di Coltan in Repubblica Democratica del Congo

L’Unione Europea ha compiuto un timido, ma positivo passo verso una maggiore trasparenza del commercio europeo dei minerali.

I parlamentari europei hanno concluso, dopo mesi, i negoziati sulla nuova legge sui cosiddetti “conflict minerals”, un Regolamento che ha lo scopo di garantire che i minerali che entrano nell’Unione Europea non vengano estratti in situazioni di conflitti o violazioni di diritti umani.

Alcune imprese europee coinvolte nel commercio dei minerali saranno, per la prima volta, obbligate  ad adottare misure per evitare che la propria filiera produttiva sia collegata ai conflict minerals; tuttavia, una serie di concessioni e scappatoie dell’ultimo minuto potrebbero minare l’impatto del Regolamento, permettendo di esonerare un gran numero di imprese dalla normativa. Continua a leggere

L’Italia cresce in Africa.
Il vice ministro Mario Giro:
“Se non ora quando?”

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Quando si parla di relazioni tra l’Italia e il continente africano, Mario Giro, è da considerarsi più di una semplice persona informata sui fatti. Non solo perché dal 29 gennaio 2016 è vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione Internazionale, ma perché da oltre due decenni intrattiene relazioni personali ed istituzionali (importante il suo ruolo di mediatore per la Comunità di S. Egidio) con leader politici e della società civile sulle due sponde del Mar Mediterraneo. Nei giorni scorsi ha affidato a Facebook questa nota.

15107264_10155570852328306_4731058450755897565_nA parte una certa retorica – presente più nell’immagine scelta che non nel testo (ho sempre un po’ di orticaria quando vedo usare la parola “salvare” associata all’Africa…) – crediamo sia un punto di vista interessante per capire il cambio di prospettiva e di coinvolgimento dell’Italia nei confronti del continente africano, come dimostra l’aumento costante degli investimenti diretti esteri e un approccio di cooperazione che punta alla creazione di di posti di lavoro. Per questo buona lettura!
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Il ministro Gentiloni in Niger, Mali e Senegal: l’impegno europeo per fermare i migranti

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Continua il viaggio dei leader europei nei Paesi al centro dei nuovi accordi di partenariato tra l’Unione europea e l’Africa con l’obiettivo di frenare il flusso di migranti diretti verso l’Europa. Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha fatto tappa, il 10 e 11 novembre, in Niger, Mali e Senegal, insieme al sottosegretario agli Interni Manzione, e ai responsabili della Commissione Ue per gli accordi sull’immigrazione con l’Africa.

“L’obiettivo – ha spiegato Gentiloni sulla sua pagina fb – è sia di aiutare lo sviluppo di questi paesi per combattere le cause delle migrazioni, sia di collaborare per ridurre i flussi e sottrarli al controllo dei trafficanti”. Continua a leggere

La missione di Merkel l’africana:
nel Sahel per salvare l’Ue
(e se stessa). Irritando Parigi

 

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Per capire quanto la questione migratoria ed, in particolare, il flusso dei migranti dall’Africa pesi sul futuro politico dell’Unione europea e dei suoi stati membri, alle prese con importanti vigilie elettorali (Francia e Germania in testa), è sufficiente cogliere l’inaspettato dinamismo diplomatico della cancelliera tedesca Angela Merkel nella regione africana del Sahel.

Perché se è vero che dal maggio 2014 con l’approvazione di una nuova strategia per l’Africa, Berlino ha rilanciato il suo ruolo politico ed economico nel continente, è fuori di dubbio che quanto avvenuto nella settimana dal 10 al 16 ottobre abbia dell’eccezionale. Continua a leggere